"... Finisco per seguire il corso di scenografia, che non amo e non mi sembra all'altezza del mio ideale di Arte con la maiuscola. ... Quel corso m'insegna anche come applicare la prospettiva, tanto che so disegnare prospettive perfette con tre punti di fuga ancora adesso. Ed è importante, perché mi dischiude occasioni di lavoro utili a promuovere le mie capacità." Enzo MARI, 25 modi per piantare un chiodo, ediz. Mondadori, Milano, marzo 2011, 1° ediz., cap. III, pagg. 24-25
In un primo momento, ho provato a cercare sul web le prime scenografie di Enzo Mari (i progetti di scenografie per due opere di Puccini e Calderòn de la Barca), senza alcun esito. La mia ricerca è continuata in biblioteca, dove mi sono imbattuta in un libro di Enzo Mari (Enzo MARI, Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra, ediz. Rizzoli, 2008) dove il designer utilizza il disegno come linguaggio per spiegare le cose. "Questo linguaggio è anche un pretesto per far ragionare il lettore sull'atto stesso del disegnare e sui processi cognitivi in esso impliciti: sui modi e i tempi della concettualizzazione dello spazio, su come governare e assecondare l'immaginazione visiva di un oggetto, sulle continue derive e impreviste idiosincrasie della rappresentazione."
Tra le 69 pagine ho scelto queste che trattano della Terza Dimensione, in cui Mari ci insegna ad avere un rapporto con lo spazio e a misurarne le dimensioni, a lavorare con la memoria, ad immaginare le cose in prospettiva e a comprendere il rapporto tra astrazione e misurazione.
Tratto da Enzo MARI, Lezioni di disegno. Storie di risme di carta, draghi e struzzi in cattedra, ediz. Rizzoli, 2008, pagg.30-31-32-33
Da queste pagine ho tratto un altro particolare che è quello delle forme archetipe, di cui Mari ne fa una "super-icona".

La mela e la pera sono oggetti di cui Mari ricerca la grammatica della forma, facendone un prototipo. Il modello iconico risultante racchiude in sé una selezione delle caratteristiche formali che lo rendono rappresentativo, riconoscibile e univocamente identificabile.Link di riferimento: