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capodanno a new york 2012 foto cecilia polidori

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"Si continua ad abbandonare qualcosa. Si continua a dire addio. Il problema, forse, è cercare d'inventare nuove perfezioni, pensare che ogni momento è una perfezione che comunque si può perfezionare..."

Ettore SOTTSASS, Scritto di notte, maggio 2010

"Si procede per tentativi, valutando empiricamente le diverse soluzioni possibili..."

Enzo MARI, 25 modi per piantare un chiodo, marzo 2011

la foto di fondo è un autoritratto dell'Autrice all'esterno di The Cloud Gate, AT&T Plaza, Millenium Park, S Michigan Ave, Chicago, Illinois, comunemente chiamato The Bean, il Fagiolo,agosto 2011

sabato 10 marzo 2012

Gerrit Rietveld e la "Berlin Chair" - 1923

-“I MIEI MOBILI TENTANO DI NON INTERROMPERE LO SPAZIO” - 

Poiché il fine era il concepimento del manufatto architettonico come ”opera totale”, egli si dedicò intensamente anche alla progettazione della mobilia. Proprio come Wright, realizza abitazioni dotate, da progetto, dell’arredo adeguato, come per la Casa Schroder a Utrecht (1924). Qui gli arredi e la forma globale sono coerenti espressioni della stessa idea, in cui pittura, scultura, architettura e arti applicate si fondono. L’edificio è formato da piani intersecanti che danno l’impressione di essere sospesi nello spazio. Non c’è un unico asse, nè una simmetria semplice; piuttosto, ogni elemento è in relazione sottile e dinamica con gli altri. Opera di enorme importanza del primo De Stjil, fu anche il progetto della Sedia rosso/blu del 1917: essa doveva rappresentare simbolicamente un prototipo dell’arte della macchine e presentare le caratteristiche di un oggetto standardizzato che manifestasse "il bisogno di numeri e misure, di pulizia e ordine, (...) di perfezione e finitura d’alta qualità...".

LA BERLIN CHAIR
La “sedia Berlin” prende il nome dal luogo dell’evento (l’ esposizione di Rietveld a Berlino del 1923) per cui era stata progettata. Questa sedia, che in seguito è stata spesso chiamata “sedia tavola”, è stata eseguita con una doppia immagine speculare. 



L'importanza d'impastare le mani nell'arte ci fa capacitare della genialità delle cose, che non ci sono date col solo fine di  ereditarle, ma per comprenderle...non sono idee preconcette ma parto e consapevolezza.

Link di riferimento:

Bibliografia:
William J.R.Curtis, “L’architettura moderna del Novecento” (1999), Milano, Mondadori Editori.

mercoledì 7 marzo 2012

WHITE BERLIN CHAIR


La BERLIN CHAIR (chiamata anche “the plank chair”) è stata progettata da Rietveld nel 1923 per una sala espositiva presso la “Berlin Art Exhibition”, tenutasi a Berlino, su richiesta dell’ artista Vilmos Huszar; da qui l’origine del suo nome. Con la sua realizzazione Rietveld introduce due nuovi elementi formali nei suoi progetti di mobili, ovvero l’asimmetria e la costruzione con pannelli piani.
La sedia è costruita quasi interamente con tavole piatte, ed è la più scultorea,  architettonica, di Rietveld. Consiste in quattro tavole larghe e tre doghe strette, che sono perpendicolari l'uno all'altro, e, sia il telaio, sia e le forme fungono da sostegno.

In tinta con le superfici colorate dipinte sulle pareti dello spazio espositivo da Huszar, fu dipinta nella combinazione di grigio, bianco e nero. 
I suoi elementi, il grande pannello nero, che serve sia come schienale sia come “gamba” posteriore, l’ampio bracciolo orizzontale nero, supportato da un pannello leggermente più stretto da sostegno bianco, e l’altro pannello grigio, laterale verticale, anticipano le forme di casa Schroder a Utrecht completata nell’anno successivo. Rietveld dipinse la Berlin Chair di colore nero durante la seconda guerra mondiale.



martedì 6 marzo 2012

My white version of Red and Blue Chair by Gerrit Thomas Rietveld

“... Il design non riguarda l'esistenza o meno degli strumenti come tali, ma la possibilità di esistenza degli strumenti a contatto con una certa atmosfera psichica o culturale a carattere magico o razionale…’’

"…Volevo soltanto dire che al di là delle "istruzioni per l'uso", gli strumenti e le cose sono, nella vita degli uomini, i mezzi con i quali essi compiono o cercano di compiere il rito della vita e se c'è una ragione per la quale esiste il design, la ragione – l'unica ragione possibile – è che il design riesca a restituire o a dare agli strumenti e alle cose quella carica di sacralità per la quale gli uomini possano uscire dall'automatismo mortale e rientrare nel rito.’’            Ettore SOTTSASS, Design/ DOMUS  n. 386, gennaio 1962, Milano




La rarissima versione bianca della Red and Blue chair è unica e ha una grande importanza sia storica che culturale. Prodotta da Gerrit Thomas Rietveld nella sua fabbrica di mobili nel 1921, essa fu ordinata dallo scrittore Til Brugman nella primavera del 1923, per la "Music room'' della sua fidanzata Sienna Masthoff. Quest'ultima commissionò all'artista ungherese Vilmos Huszár, co-fondatore del De Stijl, di rifornire la ''Music room'' della sua casa al numero 20 sulla Ligusterstraat a L'Aia (palazzo del Parlamento olandese), la sedia di Rietveld faceva parte del grigio, nero e bianco della ‘space-colour composition’ progettata da Huszár per la stanza. Brugman vendette la sedia poco prima di morire e la sua ubicazione rimase sconosciuta fino a quando non fu messa all'asta da Christie ad Amsterdam nel 2007, la sedia entrò in possesso dell'antiquariato americano di Leigh Keno e poco tempo dopo fu riaquistata dal Rijksmuseum  di Amsterdam.

FASI DI REALIZZAZIONE
Ho utilizzato il legno di Iroko, e, per unire i pezzi, la colla istantanea a caldo e i chiodi. Infine ho dipinto la sedia con della vernice bianca all'acqua satinata.


Vorrei che gli oggetti non tanto fossero silenziosi ma costringessero al silenzio chi li usa, chi li guarda.
Ettore SOTTSASS, Maestri del Design, ediz. MONDADORI, Milano 2005



My Red/Blue chair



Gli anni 20 dell’ultimo secolo sono stati anni decisivi nel mondo del design e dell’architettura. La definizione di uno stile nuovo, delle nude geometrie bianche del Movimento Moderno, della nascita dell’industrial design, possone essere ben compresi solo in riferimento alla grande rivoluzione dell’arte astratta. Nel 1907 in Olanda, il De Stjil riunì pittori, scultori, mobilieri e architetti in una libera associazione di pensiero, che concepiva la semplificazione e la purificazione delle forme e dei mezzi espressivi attraverso lo strumento dell’astrazione. L’enfasi delle forme rettangolari e dei colori primari è ben evidente nelle opere di Piet Mondrian e Theo Van Doesburg.

In Mondrian, viene delineandosi un linguaggio puro fatto di forma, colore e ritmo, un linguaggio rivelatore di “forme mentali”, in grado di toccare le emozioni.
Gerrit Rietveld riuscì a cogliere con estrema chiarezza il significato di questi a tradurli in tre dimensioni: il colore, la forma, i piani intersecanti dei deipinti di Mondrian acquisirono solidità 

materica.

Gli esponenti del De Stjil concepivano un formalismo che dialogava con il processo di meccanizzazione e standardizzazione di quegli anni: le forme semplici, le geometrie controllate, l’ordine, la ripetizione, sono le parole chiave del progetto di design industriale: oggetti standardizzati, facili da produrre, che non perdono qualità formale, ma anzi la coniugano con quella funzionale.
Immagini : in alto Theo Van Doesburg, Costruzione Colorata.

in basso : Piet Mondrian, Composizione giallo/blu

La Sedia Rosso/Blu realizzata da

Rietveld nel 1917-18, non è soltanto

la tridimensionalizzazione delle linee rette e dei rettangoli colorati di Mondrian. Pur essendo un oggetto unico, in legno, costruito artigianalmente, possiede le caratteristiche del prototipo dell’età della macchina.

Il telaio è perfettamente leggibile, con i montanti e i traversi che quasi sembano sospesi nello spazio.

L’esercitazione 

(vedi riferimento su http://ceciliapolidorideisgnlezioni2.blogspot.com/p/appunti-lezione-5-2-esercitazione.html) mi ha permesso non solo di comprendere l’importanza di questo fenomeno artistico, ma è stata anche l’occasione di assimilare una grande lezione di proporzioni e misure “auree” che solo il ridisegno e la ricostruzione delle opere dei grandi maestri può fornire.




Link di riferimento immagini:
Bibliografia:
William J. R. Curtis, L’architettura moderna dal 1900, Phaidon, Londra, 2006 (II ed. italiana)

lunedì 5 marzo 2012

CHAISE LONGUE (LC4)


Nel 1800 Jacques Luis David ritrae in un suo dipinto Madame Recamier. La giovane donna è ritratta in un ambiente spoglio, se non fosse che si trova adagiata su una dormeuse dell’800, unico ornamento in un ambiente totalmente privo di arredi. La dormeuse, il cui passato affonda le radici nei triclini degli antichi romani, è un divano usato come lettino che arreda e arricchisce un ambiente interno. Dai tempi di Madame Recamier la dormeuse si è molto evoluta ed è cambiata nella forma e nei materiali.
La sua prima interpretazione moderna risale al 1929, quando l’architetto, designer e urbanista Le Corbusier, uno dei maestri del Movimento Moderno, applicò la sua genialità anche alla reinvenzione di arredi passati, che dalla storia arrivarono dritti nelle case di tutti. Tra gli arredi progettati da Le Corbusier il più famoso è sicuramente la chaise longue, questo il nome con cui è conosciuta la poltrona LC4, definita “la vera macchina per il riposo”, ideale per il relax diurno e molto confortevole. Dotata di un meccanismo innovativo, ha la dote di adattarsi alle forme del corpo, inoltre il suo sistema basculante permette al peso del corpo di essere l’unico a decidere la posizione ideale in modo naturale. La struttura della chaise longue LC4 è un tubo d’acciaio cromato, mentre la base è in lamiera con tubo in acciaio laccato nero. Materassino e poggiatesta cilindrico sono rivestiti di pelle nera o del classico rivestimento di cavallino a chiazze bianche e marroni.
La Chaise longue à réglage continu è stata progettata da Le Corbusier con Pierre Jenneret e Charlotte Perriand, prodotta dalla Thonet nel 1928 e successivamente riscoperta dalle redizioni Cassina nel 1965.
“L’architetto, organizzando le forme, realizza un ordine che è pura creazione della sua mente; attraverso le forme, colpisce con intensità i sensi determina movimenti diversi del nostro spirito e del nostro cuore; è qui che avvertiamo la bellezza”                                                                                                   
Le Corbusier, Verso una architettura, Milano 2003                                                                                                                             (vedi sito: http://design.webisland.net/tag/le-corbusier/)

 Questa frase, racchiude tutte le parole che mi hanno accompagnato alla creazione della chaise longue (LC4):

1° fase_ “determina movimenti diversi ”, attraverso la realizzazione del piedistallo in legno e dipinto con il colore acrilico nero opaco.

2°fase_ organizzando le forme”, con la creazione della culla tramite la saldatura delle barre di ferro dopo aver modellato la sagoma.

3°fase_ “è qui che avvertiamo la bellezza”, con la cucitura del materassino e del poggiatesta cilindrico nero in similpelle.

Da questi tre passaggio il risultato è la pura bellezza che il design esprime.


Lo stesso Le Corbusier riferì che per la progettazione della chaise longue LC4, di aver pensato alla figura del cow-boy mentre fumava la pipa, seduto coi piedi in alto, appoggiati sul bordo del camino.
Link di riferimento:

parole chiave dai testi in bibliografia

  • "dal cucchiaio alla città" per citare ERNESTO NATHAN ROGERS - da E.M. 1 (1 post Pubblicato da Francesca Varano Design Allievo a 10/28/2011 07:40:00 PM )
  • 25 modi per piantare un chiodo - da E.M. 12
  • Aldo Carpi, da E.M.11(173 di post Pubblicato da Danila Punturiero a 11/12/2011 01:03:00 PM e 1/3 di post Pubblicato da Giusy Fazio a 11/09/2011 12:31:00 AM)
  • Alessi - da E.M 37(1/3 di post Pubblicato da Giusy Fazio a 11/05/2011 11:00:00 AM)
  • amigdala - da E.M. 2 (2 post Pubblicato da Francesca Varano Design Allievo a 10/28/2011 07:39:00 PM, Pubblicato da Domy D'amico a 10/28/2011 05:05:00 PM)
  • Augusto Morello menager della Rinascente - da E.M 35 (2/3 di post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/11/2011 05:28:00 PM )
  • Bakst da E.S. - 2(1 post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 10/28/2011 07:18:00 PM )
  • Bruno Danese, Carlotta De Bevilacqua - da E.M 36 (2/3 di post Pubblicato da Giusy Fazio a 11/05/2011 11:00:00 AM )
  • Calderón de la Barca - da E.M. 14(173 di post Pubblicato da Danila Punturiero a 11/12/2011 01:03:00 PM)
  • Cennino Cennini - da E.M 25 (1/3 di post Pubblicato da Giovanni Durante a 11/13/2011 08:11:00 PM e 1/3 Pubblicato da Stefania Bella a 11/13/2011 11:01:00 AM e 1/3 Pubblicato da SamantaModaffari a 11/11/2011 02:52:00 PM9 e 1/3 post Pubblicato da Francesco Di Benedetto a 11/07/2011 07:57:00 PM)
  • De Chirico, Sironi, Carrà, da E. M. 17 (1/3 di post Pubblicato da Federica Cilea a 11/05/2011 09:05:00 AM)
  • E.M. Il gioco dei 16 animali (1957, dei pesci, Wooden Puzzle, etc.) - da E.M 38 (1 post Pubblicato da Chiara Fugazzotto a 11/05/2011 12:35:00 AM )
  • E.M. Il gioco delle favole (The fable game, 1965) - da E.M 34 ( 1 post Pubblicato da Giusy Fazio a 11/04/2011 10:21:00 PM, 1 post Pubblicato da Caterina Sposato a 11/05/2011 03:32:00 PM )
  • Ernesto Treccani - da E.M 19 (1/3 di post Pubblicato da Federica Cilea a 11/05/2011 09:05:00 AM, 1/3 di post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 07:56:00 PM)
  • Existenzminimum - da E.M 28 (1 post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 12:44:00 PM e 1 post Francesco Leto a 11/14/2011 08:57:00 AM )
  • favole di Andersen, Fedro, Esopo - da E.M 33 8 (1/3 di post Pubblicato da SamantaModaffari a 11/11/2011 02:52:00 PM9
  • Gabriele Mucchi - da E. M. 18 ( 1/3 di post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 07:56:00 PM e 1/3 di post Pubblicato da Giusy Fazio a 11/09/2011 12:31:00 AM)
  • Giuseppe Guerreschi e Bepi Romagnoni dell'area della Nuova Figurazione - da E.M 31 (1/3 di post Pubblicato da Giuseppe Santoro a 11/11/2011 07:43:00 PM e 1/3 Pubblicato da Stefania Bella a 11/13/2011 11:01:00 AM)
  • Giò Ponti - da E.M. 15 ( 1 post Pubblicato da Domy D'amico a 11/09/2011 01:01:00 AM, 1 post Pubblicato da Enza Lacopo a 11/14/2011 08:30:00 PM e 1 post Pubblicato da Giorgio Marchetta )
  • Guzzino da E.M. - 3 (2 post Pubblicato da Francesca Varano Design Allievo a 10/28/2011 07:38:00 PM, Pubblicato da Chiara Fugazzotto a 10/28/2011 07:31:00 PM)
  • i BBPR (Gian Luigi Banfi, Lodovico Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti, Ernesto Nathan Rogers) da E.M. 16 (, 1/2 di post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 07:56:00 PM)
  • IL CIRMOLO ( PINO CEMBRO), Pubblicato da luigi muraca a 3/04/2012 08:37:00 PM
  • il signor Gualino da E.S. - 1 (1 post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 10/29/2011 11:06:00 AM )
  • ippogrifo di Astolfo - da da E.M. 4 (3 post Pubblicato da Caterina Sposato a 10/28/2011 11:06:00 PM, Pubblicato da Francesca Varano a 10/28/2011 07:37:00 PM, Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 10/22/2011 05:13:00 PM )
  • Johann Sebastian Bach, Variazioni Goldberg - da E.M 26 (1/3 di post Pubblicato da Giovanni Durante a 11/13/2011 08:11:00 PM, 1/3 di post Pubblicato da Carlo Tebala a 11/11/2011 01:00:00 PM e 1/3 Pubblicato da SamantaModaffari a 11/11/2011 02:52:00 PM)
  • Lambretta da E.M. - 5 (1 post Pubblicato da Giusy Fazio a 10/29/2011 06:47:00 PM )
  • legno di cirmolo da E.S. - 3 (1 post Pubblicato da Domy D'amico a 10/26/2011 12:19:00 AM)
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  • Octave Mirbeau, Il giardino dei supplizi - da E.M 30 (1/3 di post Pubblicato da Giovanni Durante a 11/13/2011 08:11:00 PM, 1/3 di post Pubblicato da Carlo Tebala a 11/11/2011 01:00:00 PM e 1/3 di post Pubblicato da Giusy Fazio a 11/09/2011 12:31:00 AM)
  • Omero, l'Iliade e l'Odissea - da E.M 27 (1/3 post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 01:09:00 AM, 1/3 di post Pubblicato da Francesca Varano a 11/11/2011 09:33:00 PM)
  • paradigma - da E.M 32 (2/3 di post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/11/2011 05:28:00 PM e 2/3 post Pubblicato da Francesco Di Benedetto a 11/07/2011 07:57:00 PM)
  • Platone - da E.M 29 (1/2 post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 01:09:00 AM, 1/2 post Pubblicato da Francesca Varano a 11/11/2011 09:33:00 PM)
  • polisemica - da E.M 23 (2/3 di post Pubblicato da Davide_Basile a 11/05/2011 02:14:00 PM )
  • Puccini - da E.M. 13 (1/3 di post Pubblicato da Carlo Tebala a 11/11/2011 01:00:00 PM e (173 di post Pubblicato da Danila Punturiero a 11/12/2011 01:03:00 PM)
  • sezione aurea - da E.M 24
  • sinsemantica - da E.M 22 (1 post Pubblicato da Davide_Basile a 11/05/2011 02:14:00 PM )
  • studio "matto e disperatissimo" - da E.M 21 (1/3 post Pubblicato da Maria Chiara Grasso a 11/05/2011 01:09:00 AM)
  • stufe di ceramica a legna da E.S. - 4 (1 post Pubblicato da Lavinia Parisi a 10/30/2011 05:56:00 PM )
  • Suetin (N.M.) da E.S2, 41( 1/3 di post Pubblicato da Valeria Corea a 11/12/2011 04:36:00 PM, e 1/3 Pubblicato da Stefania Bella a 11/13/2011 11:01:00 AM e 1/3 post 1. Pubblicato da Alessia Borgia a 11/04/2011 10:33:00 PM)
  • suprematista da E.S2, 40 (2/3 di post Pubblicato da Giuseppe Santoro a 11/11/2011 07:43:00 PM, 2/3 di post Pubblicato da Valeria Corea a 11/12/2011 04:36:00 PM e 2/3 di post 1. Pubblicato da Alessia Borgia a 11/04/2011 10:33:00 PM)
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IO PROGETTO CON GLI ALLIEVI – I DESIGN WITH MY STUDENTS. Il progetto, il prototipo, non è tanto significativo in sé, quanto il fatto che sia una variante tra altre 50, 100, anche 180, realizzate contemporaneamente. Tutti noi che mostriamo le nostre anime... Insegnare design per me significa progettare insieme ad ogni mio singolo allievo, in un team di lavoro composto in corsi molto numerosi e frequentati - il mio lavoro è con circa 250-300 allievi l’anno - Il tema, lo spunto che fornisco come idea iniziale, può essere sviluppato in un'esercitazione breve o di mesi; con l'occasione progettuale cerco di offrire tutti gli stimoli, i suggerimenti e gli esempi del caso. Inoltre dalla realizzazione vera e propria dell'oggetto al vero in scala 1:1, si passa a contestualizzarlo con l'ambientazione, rendering, impaginazione, sino alla sua presentazione in book con foto, video e gadgets: quali segnalibri, t-shirt, cartoline, calendari. I materiali sono semplici da recuperare e da trasportare in aula ogni volta, e, in genere, sono riutilizzati: carta, stoffa, foglie, anche di fico d'india, rami e legni, lacci, spaghi, plastica, pezzi di vetro recuperato sulla spiaggia, etc...