La vecchietta ha detto: sono la figlia della prima moglie di Malevič.
Così abbiamo trovato la tomba.
Un cubo bianco; cubo suprematista disegnato dall'amico Suetin.
Su una delle facce un quadrato che era nero e adesso è rosso.
Abbiamo capito dopo che quel giorno era l'anniversario della morte di Malevič. 15.5.1935."


Negli stessi anni realizzò le prime opere a carattere neoprimitivista, dedicate a soggetti di ambiente contadino, che risentono ancora della corrente post-impressionista.
Ma Malevič è un nomade dell’arte , che non si accontenta della forma base , standard, ma cerca sempre di trasformarla e di adattarla alle sue ricerche e così il suo continuo sperimentare lo portò verso le prime esperienze cubiste, in cui si assiste a una riduzione delle forme a un montaggio di cilindri e coni, resi luminosi dall'impiego di colori vivaci.
In occasione della sua collaborazione come costumista e scenografo all'opera teatrale Vittoria sul sole nel 1913, Malevič diede vita ai primi esperimenti astratto-geometrici che sfociarono sulla via di quello che è considerato il suo contributo più originale alla storia dell’arte russa, il Suprematismo. In accordo con gli scritti di Kazimir Malevič: "Per suprematismo intendo la supremazia della sensibilità pura nell'arte. Dal punto di vista dei suprematisti le apparenze esteriori della natura non offrono alcun interesse; solo la sensibilità è essenziale. L'oggetto in sé non significa nulla. L'arte perviene col suprematismo all'espressione pura senza rappresentazione."
Immagini: in alto, "Composizione inogettuale", K.S.Malevic; in basso a sinistra, "Quadrato nero"(1915), a destra "Cerchio nero"(1913), K.S.Malevic

Per raffigurare simbolicamente questa realtà superiore, Malevič ricorre a una sintassi di forme e colori assoluti (il quadrato, il cerchio, la croce; il bianco, il rosso, il nero).
Si tratta evidentemente di una dimensione utopica (che tenterà anche, non senza ambiguità e conflitti, una possibile integrazione con l'ideologia rivoluzionaria sovietica) che culminerà alla fine in un definitivo azzeramento delle forme dipinte in bianco su bianco tra il 1917 e il 1920.
Malevič morì a Leningrado il 15 maggio 1935.
Riferimenti bibliografici:
G.Bora, G.Fiaccadori, A.Negri, A.Nova, I luoghi dell'arte vol.6, ed.Electa, Roma, 2006, pg 138-139
Link di riferimento testo:
http://it.wikipedia.org/wiki/Kazimir_Severinovi%C4%8D_Malevi%C4%8D
http://www.strudelrags.com/malevic.htm
Immagini tratte da:
http://www.centroarte.com/Malevic%20Kazimir.htm
http://www.strudelrags.com/malevic.htm
http://www.indire.it/immagini/immag/aaycontal/malevic1.jpg